| ... e l'orgoglio | mix |
Ammiro quelle persone molto razionali, ordinate, sistematiche che conservano, archiviano foto, documenti e quant'altro li riguardi ..., io non sono tra questi, quindi ho perso (e continuo, nonostante tutto, a perdere ...) molto di ciò che faccio, forse perché non lo considero degno di conservazione, o per mancanza di tempo o di ... interesse, visto che tendenzialmente sono più rivolto a "guardare avanti", a confrontarmi o esplorare il nuovo, piuttosto che crogiolarmi nel deja vu ...
Tuttavia qualcosina ogni tanto vado salvando in questa pagina, particolarmente ciò che ho scritto a giornali o su giornali, o a forum e simili, e che magari non é "etichettabile" semplicemente come "rabbia" o "orgoglio", ma rappresenta un punto di vista che in quel momento mi son sentito di esprimere.



L'ordine
é cronologico a ritroso: dall'alto in basso, dall'inserimento
più recente a quello più antico . Ciò che viene
inserito non viene più modificato; in caso di ripensamenti
si provvede con aggiunte postume, datate. Le immagini, invece, possono
essere aggiunte in ogni momento. |
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| Lo sciopero bianco | 16 novembre 2008 |
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In questi giorni 130 (o forse meno) persone stanno facendo cancellare centinaia di voli, perdere milioni di euro alla già disastrata vecchia Alitalia, oltre a danneggiare centinaia di migliaia di innocenti e indifesi viaggiatori. E costoro non possono essere precettati, perchè SONO al lavoro, anzi teoricamente sarebbero da encomiare ... perchè non stanno facendo altro che applicare il regolamento! Nel paese del "cerchiobottismo" invece è possibile lavorare, regolamento alla mano, e bloccare mezza Italia. Questo perchè nel paese del cerchiobottismo è consuetudine che i regolamenti e le leggi siano quanto più possibile lontani dalla realtà, in omaggio a "principi" tanto evoluti quanto impraticabili, tanto perfetti concettualmente quanto inapplicabili concretamente a meno che ... A meno che il cosiddetto "buon senso", o "prassi", o semplice abitudine a far funzionare le cose non faccia costantemente "chiudere un occhio", a volte anche due e ... tutto va bene, madama la marchesa! Poi quando qualcuno si incazza e smette di chiudere occhi e applica leggi e regolamenti è il caos, e (assurdo nell'assurdo) è la protesta. Cioè si protesta perchè i regolamenti vengono rispettati e applicati! Ben strano paese! E non che ci sia stato uno che abbia sospettato che sia da criticare e punire chi ha fatto quelle leggi e regolamenti la cui puntuale applicazione crea la paralisi! Forse perchè fa comodo a molti (troppi) avere "la migliore legge di tutela delle lavoratrici madri" e aggirarla facendo firmare lettere di licenziamento in bianco alle lavoratrici, dimostrarsi all'avanguardia mondiale chiudendo i manicomi e infischiarsene se centinaia di malati di mente gravi distruggono a volte anche fisicamente le famiglie sulle quali vengono scaricati o, per tornare all'Alitalia, avere regolamenti talmente stringenti che basta applicarli per causare ritardi e cancellazioni. Io non condivido affatto, sia ben chiaro, il comportamento di questi "ultimi mohicani" dell'Alitalia, ma non lo condivido per questioni di merito, non di metodo. E vogliamo scommettere che come NON è stata modificata la legge sugli scontrini fiscali (basterebbe prevedere la ripetuta reiterazione come necessaria per sanzionare mancate scontrinazioni di valore al di sotto dei 30 centesimi) NON verranno modificati gli attuali regolamenti Alitalia tanto, si sa già, "normalmente" in Italia i regolamenti sono fatti per essere elusi, le leggi per essere morbide con gli amici e implacabili coi nemici, i referendum per non essere rispettati, salvo dare del "qualunquista" a chi osa far rilevare queste assurdità. |
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| Soglia di sbarramento: la "terza soluzione" | 5 giugno 2007 |
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La storia della nostra repubblica ha visto diverse volte (io dico troppe) partiti piccoli e molto piccoli divenire la chiave di volta dei governi, ai quali hanno fatto ricatti, imposto leadership, condizionato l'azione e talora decretato la fine. Ciò appare iniquo non solo alle grandi forze politiche che si sentono in balia del Mastella o del Casini di turno (tanto per fare due nomi a ... caso...), ma anche del "cittadino qualunque" al quale salta subito agli occhi come tale andazzo finisca con l'essere la negazione della democrazia che, piaccia o non piaccia, comunque prevede che chi ha più voti "comandi" e chi ne ha meno faccia l'opposizione e non, al contrario, tenga la pistola alla tempia di chi ha più voti. Ecco perchè si fa un gran parlare, da decenni, della necessità di una cosiddetta "soglia di sbarramento" al di sotto della quale non si possa mandare i propri rappresentanti in parlamento. Ed è chiaro come stabilire se questa soglia debba essere al 5 o al 4 o al 3 per cento significi automaticamente l'esclusione pressocchè certa dei Casini, Mastella, Di Liberto. Giordano, Mussolini, Capezzone ... di turno, privando di rappresentatività non solo fastidiose e ricattatrici mosche cocchiere, ma anche utilissimi ... insetti impollinatori -per restare nell'entomologia ...- la cui mancanza certamente impoverirebbe la politica. Orbene, in decenni di dibattiti e di panphlet di firme prestigiose non mi pare di aver mai visto una "terza soluzione" al dilemma "sbarramento sì, sbarramento no"; tale "terza soluzione" che, modestamente ma convintamente, mi permetto di proporre consiste "semplicemente" nel limitare le prerogative degli eletti appartenenti a parti politiche al di sotto dello sbarramento (che io porterei al 7 %). In pratica i parlamentari di forze politiche al di sotto della soglia di sbarramento godrebbero di tutte le prerogative tranne le seguenti: In tal modo si eviterebbe l'ingiustizia di impedire la rappresentatività di quei cittadini che, per vari motivi, non si riconoscano nei grandi schieramenti; si darebbe ai loro eletti l'opportunità di rappresentare e dibattere le loro idee in parlamento, in commissione, sui grandi media, di presentare proposte di legge, interrogazioni, ecc. ma non di essere nè la mosca cocchiera nè l'ago della bilancia dei governi. Credo altresì che la mia "terza soluzione" se da un lato arricchirebbe il dibattito parlamentare del contributo di chi, pur avendo idee e forza morale (forse proprio per questo ...!) non è mai riuscito ad entrare in parlamento, dall'altro scoraggerebbe (grazie allo sbarramento non basso) chi invece in parlamento sino ad ora c'è entrato solo perchè sospinto dai voti di chi sapeva di fare un "investimento" contribuendo all'elezione di "un amico" che grazie al ricatto avrebbe raggiunto posizioni di potere e ... si sarebbe "ricordato degli amici" ...! A questo punto mi chiedo (e VI chiedo): perchè un'idea simile è venuta solo a me ? O, se fosse già venuta ad altri prima di me, perchè non se ne è mai sentito parlare ? Sarò grato a quanti volessero esprimere il loro contributo in proposito, anche evidenziandomi eventuali lati negativi che a me sfuggano, scrivendomi. Mi impegno a pubblicare ciò che riceverò in questa stessa pagina e senza alcuna censura, |
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| I "miei" ministri ideali - dal 25.7.03, con aggiunte e ritocchi successivi | ||||
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Quante volte ci é capitato di criticare i nostri ministri ? Anche se é un pò come sparare sulla Croce Rossa, perché la loro scelta é quasi sempre frutto di più o meno inconfessabili patteggiamenti, ricatti, veti incrociati ! Quanto sarebbe bello invece che essi fossero scelti per le loro qualità umane e le loro competenze tecniche ! Questo sogno l'ho fatto tante volte e adesso provo a parteciparlo a chi mi sta leggendo, ben consapevole che si tratta di un giochino innocuo e irreale come quello degli innamoramenti dei bambini, anche nel mio caso infatti (come tra i bambini l'innamorata non sa nulla dell'innamorato) non é detto che i personaggi da me scelti siano disposti a fare i ministri, né che davvero siano le persone più adatte in assoluto, ma ... lasciatemi sognare lo stesso ...! |
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![]() Piero Angela |
Non é soltanto una persona colta, equilibrata, con una lunga esperienza di giornalista e di divulgatore scientifico e con un'enorme serie di pubblicazioni cartacee e televisive, ma da decenni ha coerentemente e quasi ostinatamente posto l'accento sull'importanza della scuola e della ricerca come il migliore investimento per le generazioni future, illustrando a più riprese (e sempre vox clamantem in deserto !) anche diversi esempi di strategie e sinergie per promuovere la cultura, rinnovare la scuola, svecchiare l'università, promuovere la ricerca, particolarmente nell'ambito delle energie rinnovabil-, e disincentivare l'emorragia di "cervelli" italiani verso l'estero. Sono certo che farebbe un buon lavoro. |
M.E.I.R.S. Ministero dell'Educazione, dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica |
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![]() Roberto Vacca |
Nessuno fino ad ora ha "osato" uscire dalle tradizionali attribuzioni rigorosamente separate tra ministero dell'ambiente (Cenerentola) e ministero dell'industria (spesso velleitario). Questo strabismo ha prodotto spesso dannose sovrapposizioni, contraddizioni, contrapposizioni, paralisi. Roberto Vacca ha la preparazione e la competenza per affrontare i problemi di questo nuovo dicastero nell'unica maniera possibile, cioé globalmente, valutando, indirizzando e scegliendo opportunamente, sorretto da un non comune pragmatismo e razionalismo. Tra le sue competenze, questo ministero dovrebbe anche occuparsi della funzionalità dell'informatizzazione nella pubblica amministrazione e della incentivazione dell'accesso alle T.I.C. da parte di tutti i cittadini, ma soprattutto dovrebbe censire, promuovere e sostenere idee e progetti innovativi, (compartecipando alle spese di brevetto, finanziando i prototipi e le prime installazioni, ecc.) . |
M.A.S.T.I. Ministero per l'Ambiente e lo Sviluppo Tecnologico e Industriale |
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![]() Sergio Romano |
Oltre a conoscere profondamente vizi e virtù di tale ministero, si é sempre contraddistinto per il suo stile corretto ed equilibrato, nonché per il suo senso della storia, di cui é cultore e, perché no? per il suo spiccato sentimento italiano, pur con una sensibilità e lungimiranza assolutamente cosmopolita. |
M.A.E. Ministero per gli Affari Esteri |
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Salvatore Scarlata |
In uno sperduto capoluogo di provincia di poco più di 60.000 abitanti c'é uno sconosciuto ragioniere, promotore finanziario da poco in pensione. Ma basta conoscerlo per capire come sia sprecato lì: nonostante non più giovanissimo, mantiene il gusto e la passione per lo studio che gli consente di aggiornare costantemente una preparazione sicuramente a livello universitario, nonostante non possieda titoli accademici. Sono certo che la sua preparazione, la sua esperienza, la sua cultura, la sua intelligenza, la sua passione per l'Economia e il suo senso dello stato farebbero di lui uno dei migliori ministri del "mio" governo ideale. |
M.E. Ministero per l'Economia |
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![]() Michele Serra |
Ha dimostrato encomiabili capacità investigative, direttive e di coordinamento coniugando al meglio le esigenze dell'ordine pubblico con la realtà sociale e locale, dimostrando senso dello stato, equilibrio e professionalità. |
M.I. Ministero degli Interni |
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![]() Vittorio Sgarbi |
A molti non é simpatico ma credo abbia tutti i "numeri giusti" per abbracciare in modo sinergico e innovativo tutte queste competenze ministeriali che, se opportunamente gestite, possono davvero valorizzare le caratteristiche più peculiari degli italiani e dell'Italia, capaci di produrre ricchezza anche più del settore industriale-manifatturiero. Capisco che agli "economisti" questa possa sembrare un'idea folle, ed appunto per questo credo che possa realizzarla un uomo "folle", cioé colto, libero, intelligente, determinato, competente e cultore del "pensiero divergente". Anche se è un "fascista" nel senso peggiore del termine e si comporta spesso con una maleducazione e villania di infimo livello. Ma se non si comportasse da facchino non si farebbe notare in quest'italietta della curva nord ...! |
M.B.C.T.S.S. Ministero per i Beni Culturali, il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo |
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![]() Raffaele Costa |
Altra cristallizzazione: la separazione tra l'attuale "Protezione Civile" e la Difesa, anche se sempre più spesso concorrono nei medesimi scenari. Io le accorpo non solo per unificare e dare maggiore efficienza ai due apparati, ma sperando in tal modo di "svecchiare" la tradizionale organizzazione militare (superando le obsolete divisioni tra "trasmissioni", "genio", "autieri", ecc.) e di dare una maggiore incisività al monitoraggio globale del territorio. Scelgo Raffaele Costa per la sua serietà, per la sua capacità di pensiero critico e divergente mantenendo un alto senso dello stato e del rispetto della persona. Grande ottimizzatore e capace di non lasciarsi intimorire da nessuno, ritengo sia tra i più adatti per l'innovazione e la riorganizzazione di questo dicastero nei termini da me indicati |
M.E.D. Ministero per l'Emergenza e la Difesa |
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cercasi suggerimento |
Attualmente la sanità pubblica é caratterizzata da pochi centri di assoluta eccellenza (il che dimostra che siamo capaci), molte realtà di mediocrità, e pochi casi di puro scandalo (dai medici incompetenti, ai paramedici disumani, dalle strutture fatiscenti a quelle nuove di zecca e mai utilizzate, come troppe volte documentato da "Striscia la notizia"), a ciò si aggiunge un apparato burocratico mostruoso, file interminabili e la necessità della meritoria esistenza di un "Tribunale del malato" che, non a caso, esiste solo da noi. Chi mi suggerisce una persona che sia al contempo capace di contrapporsi ai baronati e alle corporazioni, alle lobby del farmaco e delle strutture private, e di tagliare le spese superflue, gli sprechi, elevando al contempo lo standard di assistenza generale, incrementando i centri di eccellenza e commissariando le regioni più incapaci ? |
M.S. Ministero della Salute |
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![]() Emma Bonino |
Splendida figura di appassionata della Politica nel senso più profondo e nobile del termine, di enorme cultura e competenza poliedrica, con grandi esperienze anche a livello internazionale dove é conosciuta e stimata ancor più che in Italia, con una grande sensibilità unita ad un severo senso di responsabilità, ad una tenacia "virile", ad una abitudine alla semplicità e alla trasparenza disarmanti. Per questi motivi so già che non sarà mai davvero il nostro Presidente del Consiglio. |
Presidente del Consiglio (Io auspico una repubblica presidenziale "alla francese") |
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I "benpensanti", leggendo con sufficienza queste mie "designazioni" non mancheranno di rilevare come io, scegliendo anche il Presidente del Consiglio, tolga ipso facto ad esso la potestà di scegliersi i ministri, visto che glie li sto scegliendo io. A parte il fatto che, se non vengono cambiate le regole, neppure oggi il Presidente del Consiglio ha facoltà di scegliere i ministri, perché tale compito è attribuito al Capo dello Stato (e qui il discorso si farebbe lungo ...), a parte anche che lo spessore umano, culturale ed etico di tutte le persone da me proposte é tale che sarebbero veramente capaci "naturalmente" di svolgere uno splendido lavoro di squadra e accetterebbero di buon grado i ruoli di ciascuno, non dovete dimenticare che, l'ho detto all'inizio, il mio é solo un sogno. Volete che sia schiavo delle regole anche quando sogno? |
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| Il "caso Sofri" | 22 luglio 2003 |
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Reiteratamente, e da parte di autorevoli personaggi della cultura e della politica, viene riproposta la richiesta di "liberare Sofri" e, poiché egli non vuole sottoscrivere la domanda di grazia, si arriva addirittura a chiedere che il Capo dello Stato la conceda motu proprio. Sfiducia nella giustizia - Non é stata trovata la "pistola fumante" e quindi le prove contro Sofri e compagni sono prevalentemente basate sulla testimonianza di Marini... Detta in questi termini sarebbe naturale propendere per la grazia, ma é mai possibile che ben sette tribunali, reiteratamente e basandosi sulle "carte" che né io né molti lettori abbiamo, abbiano stabilito univocamente la colpevolezza di Sofri ? Ma anche Luciano Leggio, boss dei boss, in carcere dipingeva buoni quadri e rilasciava interviste equilibrate. E se offrissimo le stesse possibilità di espressione di Sofri a Totò Riina, pensate che egli si proclamerebbe meno innocente di Sofri ? Certamente non potrebbe emularne lo stile, né avrebbe la sua cultura, ma sono certo che anch'egli si direbbe contrario alla violenza, rispettoso delle leggi e della morale, ecc. ecc. Sottolineo infine come persino rei comprovati e confessi di serie di delitti orrendi (Brusca, tanto per dire un nome) sono attualmente in stato di semilibertà ..., perché allora tenere in carcere Sofri ? Come si vede la questione é molto articolata e complessa e qualsiasi soluzione che prescinda da una profonda riforma del "sistema Giustizia" (certezza delle prove, chiarezza ed inoppugnabilità oggettiva delle sentenze, certezza e congruità della pena, giusta afflittività del carcere, reale azione di sostegno al reinserimento sociale e alla prevenzione delle condizioni criminogene, ...) non solo non sarà equa, ma sono certo che non soddisferà neppure lo stesso Sofri che, pur aspirando come ogni uomo alla libertà, non sarebbe contento se venisse liberato egli solo, poiché credo stia lottando, oggi come negli anni di piombo, non per sé ma per il miglioramento di questa nostra società, usando in quegli anni l'odio ideologico e fisico, oggi la cultura e la maturità. |
| L'arroganza del "palazzo" incentiva i reati e disgusta i cittadini | 26 giugno 2003 |
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Pubblicato parzialmente sul quotidiano "La Sicilia" del 27 giugno 2003 e integralmente su www.newschannel.it «Andavo a comprare il pane, come sempre al panificio Bellomo, all'inizio di via Paladini, allorché ho visto un gazebo sotto al quale faceva capannello un gruppo di persone, in mezzo a volanti della polizia e vigili urbani. AGGIORNAMENTO della stessa giornata (pubblicato solo da www.newschannel.it e non più dal quotidiano "La Sicilia"): Con la tempestività tipica del mezzo, ma abituale solo per i più efficienti siti d'informazione, tra cui Newschannel, apprendo su tale portale, quasi in tempo reale, degli sviluppi sullo spartitraffico in Via Paladini. |
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| Difendiamo la nostra lingua | giugno-luglio 1997 |
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Pubblicato su "Merkur" periodico catanese dell'associaz. "Romeo Prampolini" anno I n° 6 - giugno-luglio 1997 «Un populu Livaticci u travagghiu Un populu diventa poviru e servu Ignazio Buttitta
LE RESPONSABILITA' DEL GOVERNO CENTRALE Non hanno dimostrato e non dimostrano interesse i governi che si sono succeduti da alcuni decenni, che hanno praticamente ostacolato nel modo più protervo la diffusione dell'affezionamento alla lingua italiana all'interno e all'esterno di questo Paese: all'interno non incentivando nè la produzione letteraria (tutt'ora in mano a pochi "baroni"), nè quella giornalistica (lacci, lacciuoli, permessi, albi ...), nè quella radiofonica e televisiva (c'è voluta una dura battaglia, vinta solo recentemente, per poter avere radio e TV private come già esistevano nei Paesi vicini!).
LE RESPONSABILITA' DELLA SCUOLA Certamente, a parte rarissimi casi di famiglie emerite, la fidelizzazione al "consumo" della lingua spetta in primo luogo alla scuola: è della scuola il maggior merito per i milioni di italiani (pochissimi) che parlano correttamente, amano leggere e talora scrivere in buon italiano, ma è sempre della scuola il maggior demerito per la stragrande maggioranza di italiani che barlano gome De Mida o come il Siùr Persichetti o il nipote televisivo della Dandini, e che non leggono libri e giornali (il minor numero di lettori tra i Paesi più evoluti).
LE RESPONSABILITA' DI CIASCUNO A chi frega e a che serve: sono i due principali "Valori" di questa società. Forse non erano più adeguati "Dio" "Patria" "Famiglia" della società ottocentesca, forse in nome di Dio e della Patria sono morti in troppi, e non pochi sono quelli che in nome della Famiglia sono ancora vivi, ma morti dentro. Ma forse per questi valori valeva anche il rischio di morire, o di vivere una vita che valesse la pena di essere vissuta, comunque. Vita che non vale la pena di vivere se a nessuno frega e a nessuno serve. Perchè oggi le azioni, i pensieri, le cose valgono solo se fregano a qualcuno, nel senso che portano vantaggio di potere o economico a qualcuno, o fregano qualcuno, nel senso che lo atterrano proditoriamente, giovandosi non tanto di una maggiore intelligenza, ma della sorpresa, dell'imboscata; o servono a qualcosa di materiale, fisico, concreto.
COS'E' IL DIALETTO Il dialetto è la ricchezza di una lingua, è il manicaretto preparato con antichi profumi rispetto al fast-food d'ogni giorno, è la conchiglia che porta all'orecchio e al cuore il ricordo di un mare lontano e, per noi siciliani, è anche la lingua di un periodo di gloria che anticipò quello che per il nord d'Italia sarebbero state le Signorie e che, se re Manfredi non fosse stato sfortunato, avrebbe potuto divenire la lingua nazionale italiana. |
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| definizione da me concepita prima dei miei 18 anni, che mi convince tutt'ora ... | |||
L'umanità è costituita
da pochissimi uomini, rarissime donne, innumerevoli bestie. |
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