| ... e l'orgoglio |
... ci sono fatti e persone che mi destano un'emozione che va al di là della semplice stima, simpatia o apprezzamento,fatti e persone che mi fanno essere orgoglioso di appartenere al genere umano ...!



L'ordine
é cronologico a ritroso: dall'alto in basso, dall'inserimento
più recente a quello più antico . Ciò che viene
inserito non viene più modificato; in caso di ripensamenti
si provvede con aggiunte postume, datate. Le immagini, invece, possono
essere aggiunte in ogni momento. |
||



| La mia stella polare | ||||
La stella polare che ho fatto mia,
|
||||
|
Se Se Se Se Se Se Se Se Se Se Se Se E quel che più conta: Rudyard Kipling |
|||
| Nassiriya | 13.5.2004 |
|||
Fabrizio Quattrocchi, morto da eroe per mano di barbari, in nome di Allah |
Non ho commentato sul momento la tragedia di Nassiriya, lo faccio adesso con i versi di un collega, che di seguito trascrivo: Nassiriya Ils sont tombés Ils sont tombés Ils sont tombés Ils sont tombés Ils vivent dans nos coeurs Ils vivent ils vivent ils vivent Francesco Lo Valvo A questi nostri martiri nel frattempo si é aggiunto un altro ragazzo Fabrizio Quattrocchi, colpevole solo di essere italiano e di essere finito nelle mani di un pugno di incivili fanatici, che ha saputo morire senza piagnucolare, anzi cercando di togliersi la benda dicendo "Ora vi faccio vedere come sa morire un italiano !" mentre veniva assassinato dinanzi alla telecamera, in nome di Allah. E ogni giorno si allunga l'implacabile stillicidio di altri ragazzi, americani, che vorrebbero tornarsene a casa propria al più presto ma che restano lì obbedendo a degli ordini, mantenendo fede a un impegno, anche se sanno di rischiare la morte ogni giorno. A loro la mia stima e gratitudine, perché con le loro vite stanno difendendo anche me, la civiltà dell'Occidente e dell'Europa e anche la libertà di altri uomini che li sbeffeggiano, li irridono, li disprezzano, bruciano la loro bandiera ingrati e dimentichi che non potrebbero più esprimere tale odio, non potrebbero più sventolare le loro bandiere rosse o iridate se dovessero farlo in un Paese dittatoriale, come quello di Saddam prima di questa guerra, o come tutt'ora è Cuba, il Tibet, la Cina, l' Iran ... |
|||
| Addio ad un piccolo grande uomo : LUIGI DI BELLA | 1 luglio 2003 |
||
Una morte fisiologica, naturale, ad un'età che può anche considerarsi longeva, ma che ha gettato nello sconforto migliaia di pazienti che forse avrebbero desiderato l'immortalità per questo uomo fisicamente piccolo, ma grande, grandissimo, sia come uomo che come medico, che come scienziato. La cosiddetta "scienza ufficiale", quella stessa che a suo tempo decretò che "il motore a scoppio non avrebbe potuto avere un futuro" o che "l'ulcera gastrica poteva solo essere operata, ma non curata", lo ha catalogato se non tra i cialtroni, tra gli ingenui inventori di terapie inefficaci, ma diverse migliaia di pazienti guariti stanno a dimostrare, anche con le loro cartelle cliniche, la grandezza di questo scienziato. Uno scienziato dalla grande modestia, che ha continuato a lavorare fino alla sua morte visitando e curando pazienti con il suo coctail di farmaci a base di melatonina, bromocriptina, vitamine e complesso ai retinoidi a cui aggiunse (nel 1978) la somatostatina, componenti a cui anche la comunità scientifica riconosce attività anticancerogene. Uno scienziato che non solo non si faceva pagare dai suoi pazienti, ma che a volte regalava pure i farmaci, e che non esitò a rendere pubblico il suo protocollo di cura, senza nulla chiedere in cambio, sottoponendosi ad una sperimentazione che potremmo definire una "farsa all'italiana" se non fosse stata una tragedia per migliaia di pazienti, oltre che una immeritata bocciatura per una terapia valida ed una beffarda, svilente sconfessione per il suo autore, che pur continuò ad affinarla e ad applicarla con stupefacenti risultati, nonostante l'avanzare della sua età e l'amarezza dell'incomprensione. Nessuno scienziato, se non un grande uomo come Di Bella, avrebbe accettato di far eseguire, testare e giudicare il suo protocollo da parte di medici che palesemente avevano dichiarato la loro ostilità a tale terapia (Veronesi e Tirelli, tanto per citarne qualcuno...), giungendo anche alle ingiurie professionali e alla denigrazione dei pazienti; utilizzando prodotti confezionati dall'istituto farmaceutico militare che successivamente, dopo procedimento giudiziario, dovette ammettere di non aver scrupolosamente rispettato il protocollo di confezionamento oltre che di aver immesso in circolazione preparati scaduti; sperimentando su pazienti già in fase terminale e già trattati, inefficacemente, con le terapie invasive tradizionali. Nell'invitare chi legge a saperne di più su http://www.luigidibella.it/ o http://www.tinet.ch/dibella/note.html o altre decine di siti sorti spontaneamente, mi auguro che le sue doti umane (che gli valsero anche l'attribuzione di un Premio della Bontà) e la sua deontologia professionale incentrata sul singolo paziente per calibrare su ciascuno la terapia più idonea, servano da esempio, da stella polare per tutti. E mi auguro che, sedate le invidiuzze malcelate dei "luminari" che sino ad ora lo hanno osteggiato, giunga, seppur postuma, una sperimentazione seria che, verificata la certezza dei risultati, renda disponibile universalmente tale terapia, nonostante le resistenze lobbistiche ed ideologiche. Il Prof. Di Bella desiderava solo questo. |
Luigi Di Bella |
| Ciampi: medaglie per i due eroi dell'estate | 17 agosto 2002 |
|||
|
Trascrizione dal Noto con commozione che anche il Presidente Ciampi la pensa come me. E noto nelle interviste televisive che molti taliani quasi si vergognano ad usare la parola "eroi", come se fosse talmente desueta e arcaica da divenire impronunciabile. Forse é stata ed é abusata a sproposito (vedi kamikaze palestinesi ...!) ma spero che, anche con l'aiuto di Ciampi, possa essere rivalutata nel suo significato più puro, esclusivo, profondo |
|||
| precisazione | 16 agosto 2002 |
|||
|
Mi rammarico di non riuscire a citare tutti i nomi di protagonisti di atti di eroismo quali questi qui citati. Sono tanti e non solo italiani, e non tutti hanno l' "onore" di un trafiletto in cronaca. Perché la cronaca privilegia spesso l'economia, la politica, ... altre cose cosiddette "importanti", relegando in quarta, o trentesima pagina notizie come queste: storie non comuni di "ordinario" eroismo che una volta venivano additate ad esempio. Oggi, in una civiltà sempre più egocentrica, egoista, superficiale e sprezzante dei valori più nobili (perché tali valori, come in questo caso, arrivano a costare la propria vita), mi rincuora che esistano uomini come Paolo Foglia o Cesare Sacchi. |
|||
| Paolo Foglia | 16 agosto 2002 |
|||
|
PAVIA - Un uomo di 35 anni di Bresso (Milano) si è tuffato nelle acque del Ticino per salvare tre persone che rischiavano di annegare, ma dopo averle salvate tutte e tre è stato risucchiato dalla corrente del fiume ed è morto. La tragedia è avvenuta ieri, vicino al ponte imbarchi di Bereguardo (Pavia) IL FATTO - La vittima si chiamava Paolo Foglia, era un nuotatore esperto e proprio ieri festeggiava il suo compleanno. L'uomo non ha estitato a tuffarsi in acqua dopo aver visto un bambino che non riusciva a riemergere. Era un ragazzino albanese di dieci anni. Suo padre e una ragazza stavano inutilmente cercando di riportarlo a riva, correndo lo stesso suo rischio di annegare. LE INDAGINI - I tentativi di soccorso sono stati inutili: quando Paolo Foglia è stato riportato a riva dai vigili del fuoco, era già morto. Il papà del bambino, un operaio di 30 annni, si trova in prognosi riservata, mentre per il piccolo, ricoverato per un principio di annegamento all'ospedale di Pavia, le condizioni sono buone. Trascrizione dal |
|||
| Cesare Sacchi | 15 agosto 2002 |
|||
|
Rimane ai comandi per evitare i bagnanti Trascrizione dal |
|||
home - la rabbia... - ...e l'orgoglio - perchè no ? - ti faccio un ... sito così ! - i miei raccomandati - scuola - mix - niente - il mio curriculum