ci
sono fatti e persone che mi fanno indignare,
che
mi fanno vergognare di appartenere alla stessa razza (quella umana)
o che, più semplicemente,
meritano
la mia rabbia
...
L'ordine
é cronologico a ritroso: dall'alto in basso, dall'inserimento
più recente a quello più antico . Ciò che viene
inserito non viene più modificato; in caso di ripensamenti
si provvede con aggiunte postume, datate. Le immagini, invece, possono
essere aggiunte in ogni momento.
Se mi scriverete, pubblicherò i vostri interventi accanto, come in un blog |
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Nucleare in Italia ? Non il solito "no, grazie" |
5 novembre 2008 |
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E mia certezza, e non solo mia, che l'attuale governo Berlusconi stia facendo un enorme sbaglio scegliendo di far tornare il nucleare in Italia, ed ho l'impressione che la mia non sia un'opinione e basta, quindi di per sè discutibile e controvertibile, ma qualcosa di ben più serio, essendo la risultante dei seguenti, e concomitanti, fatti certi:
1) E' certo che, anche fantasticando che in Italia si riesca a rispettare i tempi di progetto, la prima centrale non potrà essere finita se non dopo 7 anni dall'inizio della progettazione, per cui, sempre ipotizzando che si inizi entro il 2008, essa sarà finita non prima del 2014.
2) E' certo che, anche ammettendo che si rispetti tale tempistica, occorrerà aggiungere anche ulteriori tempi per il caricamento e il collaudo sicchè l'inizio verosimile di produzione, se tutto fila liscio, è prevedibile poco prima del 2018.
3) E' certo che fino a tale data non solo l'Italia non produrrà un solo watt di energia elettrica dal nucleare, quindi permarrà in una situazione energetica molto precaria, e gli investimenti cospicui necessari per realizzare il nucleare verranno sottratti da altre utilizzazioni come, ad esempio, per rendere meno precaria, già entro un paio di anni, tale situazione, semplicemente costruendo rigassificatori.
4) E' certo che già adesso il prezzo dell'uranio è in costante continuo aumento tant'è vero che pare che Spagna e Germania abbiano già deciso di abbandonare per il futuro tale tecnologia. Pur essendo infatti tale minerale 40 volte più abbondante dell'argento e diffuso persino nelle acque, esso è troppo disperso sicchè ai costi per la sua movimentazione e arricchimento (fondamentali per il suo uso come combustibile nucleare) bisogna aggiungere cospicui costi di estrazione, considerando anche che dell'uranio scavato solo una piccolissima percentuale è utilizzabile per l'uso in centrale.
5) E' certo che a quasi 30 anni dalla chiusura delle centrali nucleari già attive in Italia, nessun governo italiano è stato capace di trovare almeno un sito nazionale di stoccaggio definitivo dei materiali radioattivi esausti che, appunto da quasi 30 anni, giacciono ancora nelle centrali stesse, con crescenti problemi di sicurezza .
6) E' certo che il problema dello smaltimento delle scorie non è stato risolto affatto in nessuna parte del mondo, a meno che non si voglia considerare una soluzione valida nascondere l'immondizia sotto il tappeto; questo stanno facendo infatti i paesi nucleari, a parte la disseminazione dell'uranio impoverito nei posti più stravaganti, dalle zavorre degli aerei alle bombe anticarro, essi stanno infatti puerilmente mettendo sottoterra o sotto il mare tonnellate di scorie che resteranno radioattive migliaia di anni.
Queste sono le mie certezze, alle quali possiamo aggiungere, queste sì opinabili, le mie paure:
1) Sulla base di queste certezze trovo che sia irresponsabilmente velleitario per un Paese che non riesce neppure a smaltire la spazzatura (e meno che meno i residui delle sue ex centrali nucleari), ipotizzare seriamente di smaltire scorie radioattive, salvo affidarle ai Russi che le scaraventino segretamente nel mare del Nord, o ai Cinesi che nemmeno tanto segretamente le disperdano in Tibet ...
2) Trovo altresì stupido entrare nel "nucleare", seppure di terza generazione, proprio adesso che i Paesi più attenti ne stanno uscendo e che l'uranio per le centrali (non l'uranio minerale generico) sta divenendo sempre di più difficile e costosa estrazione, quindi per nulla risolutivo, in prospettiva, della crescente sete di energia.
3) Credo abbastanza probabile che, come già avvenuto con le autostrade, le ferrovie, le dighe, ecc. non solo i costi preventivati per la costruzione di nuove centrali si triplicherannono strada facendo, ma che addirittura, per un motivo o per l'altro, i ritardi di messa in funzione siano tali da dover poi fermare le centrali nucleari dopo pochi anni semplicemente per mancanza di materia prima a un costo accettabile;
4) Dando per scontato che vengano costruite centrali "intrinsecamente sicure" (cioè quelle che si autospengono in caso di qualsiasi problema), dando per scontato che si sia capaci di allocarle in zone geologicamente davvero idonee (e non sul terreno del solito speculatore o su quello soggetto ad alluvioni, come già avvenuto in Italia) e dando altresì per scontato che le si sappia costruire in modo da resistere all'assalto di aerei kamicaze o simili attentati, come si farà a proteggere con certezza dal terrorismo i tanti trasporti necessari prima per rifornirle di combustibile, poi per portare il combustibile esausto al ritrattamento, poi per portarlo ai luoghi di stoccaggio?
5) Infine non dobbiamo dimenticare che l'energia nucleare ha "costi vantaggiosi" solo perchè essi vengono determinati analogamente a quelli delle centrali a carbone, a petrolio, a gas, considerando i costi di progettazione, costruzione, gestione e approvvigionamento per Kw prodotto. Ma le centrali nucleari hanno costi enormi di dismissione e smaltimento che, se considerati, abbattono quasi totalmente il loro presunto "costo vantaggioso", quindi di che stiamo parlando?
E poichè io continuo a detestare i vari "sfascisti" di turno buoni solo a criticare, a bloccare e non a proporre alternative, ecco, seppure sinteticamente la mia alternativa.
Per risolvere al più presto possibile la necessità di diversificazione e di aumento di produzione, fatto 100 il budget dei prossimi 4 anni di governo, investirei immediatamente 40 per i rigassificatori, 40 per lo sviluppo del fotovoltaico e 20 per la ricerca e l'incentivazione di altre forme di energia alternativa.
In tal modo all'inizio del 2011 (quindi in soli 2 anni) saremmo in grado di sottrarci meglio ad eventuali ricatti energetici o a maggiori fabbisogni e minori forniture delle attuali fonti di approvvigionamento.
Investirei massicciamente nel fotovoltaico perchè, nonostante l'attuale tecnologia non sia particolarmente performante, credo che sia questo il miglior futuro per noi e per le prossime generazioni e trovo che sia assurdo (per non usare altri termini più coloriti) che in Germania, ben più povera di sole, ci siano già oggi 400.000 edifici con pannelli solari mentre noi, "paese del sole" siamo fanalino di coda sia nell'installazione che nella produzione di pannelli solari!
Ricoprendo di pannelli fotovoltaici la quasi totalità degli uffici pubblici (scuole, ospedali, caserme, ...) nonchè le zone industriali e i tetti dei privati consenzienti, con i nostri livelli di insolazione credo che in Italia raggiungeremmo almeno il 40 % del nostro fabbisogno energetico (anche se sono convinto che potremmo superare anche il 60 %).
4 Kw di pannelli solari, sufficienti ad una famiglia media, li montano un paio di persone (anche assolutamente inesperte) in non più di 5 giorni se su un tetto, in 3 giorni se su un terrazzo o su terra.
E appena installato il contatore si comincia a produrre energia elettrica per sè e per la rete nazionale.
Oltre ai pannelli di silicio in Germania, negli USA, in Giappone e persino in Cina si stanno già moltiplicando le fabbriche di pannelli ai cristalli di silicone e a film sottile, ancora meno inquinanti, più performanti e meno costosi, ma noi in Italia stiamo a progettare centrali nucleari e a ... registrare la crescita zero del PIL e a... "1000" dell'idiozia dei nostri governanti!
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Lo stupro dell'anima |
27 ottobre 2008 |
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"Quella sera di giugno del 2002, Valentina Cavalli era appena uscita da un concerto, a Milano, in compagnia del fidanzato Lorenzo. Una Mercedes super lusso si avvicinò: tre giovani della Milano 'bene'. Uno rimase in auto a far il palo, gli altri due immobilizzarono il ragazzo e stuprarono Valentina lì per terra, sul marciapiede. La vita di Valentina finì quel giorno, su quel marciapiede.
Valentina ha avuto il coraggio di denunciare i suoi aguzzini, di affrontarli in tribunale, di farsi massacrare per sei anni da quella giustizia che mette sotto accusa le vittime di stupro facendole sentire come se 'se la fossero cercata', come se lo stupro non fosse il più schifoso dei reati ma solo un incidente di percorso. Valentina ha dovuto guardare i suoi stupratori riderle in faccia in tribunale, e forti dell'appoggio delle loro famiglie 'bene', delle loro fidanzate 'bene', dei loro amici 'bene', non fare neppure un giorno di carcere pur essendo stati condannati in primo grado e in appello. Addirittura Il terzo ragazzo, che quella sera era rimasto in auto a fare il palo, non è stato neppure condannato. Giustizia la chiamano! Valentina ha avuto il coraggio di chiedere giustizia per anni, con tutte le sue forze, ma non ne ha avuta.
'Mamma sai cos'è che mi sconvolge di più? E' che quei due non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti'. Valentina non gli augurava il carcere 'Perché la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso. Hanno bisogno di un percorso interiore per rendersi conto del male che mi hanno fatto'. Tanto male da non voler più vivere con quel dolore nell'anima. Valentina si è impiccata. Ha smesso di lottare."
Quanto scrive Roberta sul suo blog mi porta a fare diverse considerazioni:
1) Se la vicenda di Valentina fosse una esasperata eccezione essa potrebbe farci pensare alla naturale fallacia umana di qualsiasi uomo, anche se tra-vestito da giudice e potremmo sperare in una revisione del processo, innescata dal "fatto nuovo" determinato dal suicidio di Valentina; invece questo è l'ennesimo caso di pessimi giudici che maleficamente sfruttano pessime leggi in un pessimo Paese dove in tutti i tribunali sta scritto "La legge è uguale per tutti", ma chi ha soldi ed è potente la fa franca sempre.
Il caso di Valentina è quindi tragicamente emblematico di una giustizia italiana forte coi deboli e debole coi forti, solitamente ingiusta e sbeffeggiante coi deboli quanto elastica e ossequiente ai potenti, per cui credo che, parafrasando chi voleva "rivoltare Berlusconi come un calzino", ben farà Berlusconi (in quanto attuale capo di governo) a svuotarla come una cloaca intasata e infetta e rendendo realistico anzichè irridente quel "La legge è uguale per tutti" che ciascun giudice dovrebbe avere nel cuore e non solo scritto alle sue spalle.
2) Pensavo (e credo di non essere il solo) che ci fossimo buttati dietro le spalle definitivamente quelle sentenze che fino agli anni 70 ammiccavano al machismo da due soldi e marchiavano a fuoco le donne che non solo avevano "provocato" il loro stupro ma addirittura erano così "sfacciate" da dichiararlo in tribunale.
Invece la semilibertà di Izzo che gli ha consentito di stuprare ed uccidere altre due donne e le sentenze come quelle di cui è stata vittima Valentina, ripeto, casi eblematici e NON eccezioni, devono farmi e farCI riflettere se questa nostra società sia davvero "cresciuta" eticamente e civilmente o non si sia invece limitata ad "imbiancare il sepolcro", a curare la facciata per meglio nascondere il verminaio sottostante.
E qui non è più questione di censo, di amoralità o immoralità fondata sulla certezza di impunità data dal potere o dai soldi, perchè, purtroppo, in tanti casi simili, mamme e fidanzate di estrazione operaia hanno manifestato la tracotanza di difendere ad oltranza i loro figli violentatori, e talora anche omicidi, e la sfrontatezza di non vergognarsi per sè e per i propri figli.
E allora comincia a sorgermi il terribile sospetto che questa nostra società abbia in fondo le leggi e i giudici che si merita, figli di una diffusa, anche se non generalizzata, miseria culturale e civile, prima ancora che morale, tipica -tra l'altro- delle civiltà in declino, in lento ma inesorabile disfacimento.
3) Detesto chi a questo punto afferma che "tutti siamo responsabili" di questa a quanto pare invincibile "cultura dello stupro", quindi, come al solito "nessuno è responsabile".
Io credo che invece i responsabili siano bene individuabili se ci sforziamo di non usare le solite generalizzazioni ma definiamo impietosamente le singole mele marce di ogni paniere.
Le responsabilità stanno nella scuola, nella persona di quei ministri che sino ad ora hanno istituzionalizzato il "buonismo", quei presidi che hanno preferito seguire tale andazzo, turarsi naso ed occhi pur di non avere "grane", e soprattutto quei docenti, pochi, che hanno dimenticato o non hanno mai saputo che si educa (e si diseduca) col proprio esempio e, tanti, che hanno tollerato bullismo, insolenza, irriverenza, degrado nelle loro classi.
Responsabilità stanno nella magistratura, nelle persone di quei membri del CSM che hanno chiuso entrambi gli occhi sui giudici incapaci o buonisti (perchè il giudice per definizione NON deve essere nè buonista nè forcaiolo, deve mantenersi comunque imparziale), non hanno mai valorizzato, se non post mortem, i giudici eccellenti e non si sono mai dimenticati di bacchettare aspramente i giudici "scomodi", alla De Magistris o Forleo. Senza dimenticare l'Associazione Nazionale Magistrati, nelle persone di chi non sa fare altro che reclamare il mantenimento dello statu quo (=strapotere e malagiustizia) contro qualsiasi accenno di riforma.
Responsabili sono i cattivi maestri della nostrana politica, inarrivabili nelle affermazioni di principio e ineguagliabili nella negazione di tali principi nelle leggi e nella pratica comune.
Con ciò non voglio esercitarmi nella "nobile arte" italica di dare tutte le responsabilità agli "altri" e mai a se stessi, ma io la mia piccola parte, come insegnante, come genitore e come cittadino l'ho sempre fatta. Avete ciascuno di voi fatto altrettanto?
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Se questa è vita |
23 febbraio 2008 |
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"Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico.
Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude.
Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche"
Piero Welby
Queste parole di Piero Welby mi son tornate in mente quando il camaleontico Giuliano Ferrara, con sussiego ed autoreferenzialità ha proclamato nei giorni scorsi che anche l'aborto terapeutico rientra a pieno titolo in questa sua nuova crociata "Aborto? No, grazie!" perchè anche se le indagini diagnostiche ci confermano che il bambino che nascerebbe sarebbe certamente malato, tutto sommato non sarebbe altro che un uomo malato, come tanti che sono nati allorchè tali diagnosi prenatali non erano possibili.
Il che è perfettamente in linea con la crociata talibana cattolica "Pro life" che, talibanamente appunto, non ammette "se", "ma", "però" e coerentemente, ma tragicamente, non solo non ammette l'aborto ma obbliga a reimpiantare embrioni, se nati con inseminazione artificiale, anche se certamente malati .
Ribadisco ancora una volta: la Chiesa cattolica, come qualsiasi altra setta, club, circolo ..., può imporre questo ed altro ai PROPRI aderenti e non ha nessuna colpa se i politici italiani (TUTTI, con la sola esclusione dei radicali) si lasciano pesantemente condizionare dalle sue scelte.
Quello che mi fa arrabbiare è che un sedicente laico come Ferrara cerchi di contrabbandare il talibanismo cattolico come un razionale rispetto della "vita" umana.
Amo e condivido molto la definizione che della vita umana da Welby e penso che tutto ciò che non rientri in questa definizione, neppure come ragionevole aspettativa, non possa considerarsi "vita umana" tout court.
Con l'unica eccezione di scelte libere e personali che possono anche rinnegare tale definizione in toto o in parte: l'anacoreta che tale decide di essere e che fa voto di castità, privazione e umiliazione è un esempio di tali eccezioni.
Ma un feto, e a maggior ragione un embrione umano, non è in grado di fare scelte personali e quindi è dovere dei suoi genitori di farlo nascere (= costringere ad essere) solo se si ritiene vi siano ragionevoli prospettive perchè la sua vita possa in prospettiva, salvo sua diversa libera e consapevole decisione, avvicinarsi alla definizione di vita umana di Welby.
Persino molti animali, quando si trovano in situazione di cattività, e quindi "intuiscono" che il loro figlio verrebbe a nascere in quella stessa situazione, NON li fanno nascere.
Il desiderio di maternità di una leonessa o di un'orsa non è minore di quello di una donna, e normalmente non partorisce (o se lo fa, spesso abbandona il cucciolo) se si trova in cattività.
Così la donna, che oltre all'istinto ha anche il privilegio della ragione, state sicuri che non sceglie di abortire se non ritiene questo il male minore, e quindi obbligarla ad andare contro il suo istinto e contro la sua ragione se non è violenza, sopruso, arroganza, cos'è?
E, guarda la combinazione, i più accesi talibani antiabortisti chi sono? I preti, che la chiesa cattolica vuole SENZA figli, e adesso Ferrara, anche lui senza figli !
Certo, a questa schiera si iscrivono anche molti altri cattolici con prole, ma perchè, se loro la pensano in questo modo, devono imporre le loro personali scelte anche a chi la pensa diversamente?
Mi sembra di tornare al tempo in cui la stessa chiesa cattolica, in questo stesso nostro Paese, voleva imporre a TUTTI di non poter scegliere il divorzio (tranne i pochi privilegiati che ricorrevano alla "Sacra Rota") e delineò scenari di dissoluzione sociale, di promiscuità e di anarchia se il divorzio fosse stato reso possibile anche in Italia.
Ed io lo ricordo perfettamente perchè allora, guarda la combinazione, Ferrara era divorzista ed io ero allineato con la chiesa cattolica, proprio perchè preoccupato degli sfracelli che essa ipotizzava ...!
Ma io mi accorsi di aver sbagliato subito, quando vidi che questi scenari nefasti non solo non si realizzarono, ma molte persone ritrovarono la loro gioia di vivere (quella della definizione di Welby ...!) chiudendo un rapporto coniugale infelice e possibilmente realizzandone un altro, felice stavolta. Senza per nulla imporre a chi volesse rispettare in eterno il vincolo matrimoniale, anche se infelice, di spezzarlo per forza!
E quella lezione mi servì per preferire di affidarmi da allora alla mia, seppur fallace, testa piuttosto che all' "illuminato Magistero" della chiesa cattolica ...; spero che gli italiani facciano altrettanto adesso, scegliendo di difendere la vita umana alla Welby e di non tornare indietro su conquiste di civiltà e di libertà (=responsabilità) faticosamente già raggiunte.
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Giovani di ieri e di oggi |
3 novembre 2007 |
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Quando io ero un ragazzo (prima metà degli anni 60), accanto alla maggioranza dei soliti coetanei (e non) ignavi, amorfi, indifferenti alla politica, c'eravamo delle minoranze molto ideologizzate che davvero pensavano di "cambiare il mondo".
I giovani di sinistra vivevano nell'adorazione di Marx e di Mao e nell'esaltazione dell' Unione Sovietica, considerata non solo la dimostrazione reale della validità della loro ideologia, ma un modello, un simbolo per i "proletari di tutto il mondo".
E per quanto i tempi di Don Camillo e Peppone si fossero già esauriti, fin oltre gli anni 70 continuarono i "pellegrinaggi" in Russia di migliaia di operai e impiegati italiani che partivano affascinati da questo mito e tornavano (dopo che le loro guide avevano accuratamente impedito loro di potersi mescolare con la gente locale) ancora più entusiasti.
Noi di destra vivevamo con un interessante "strabismo" perchè con un occhio guardavamo al passato, all' "impero sui colli fatali di Roma", alla vittoria scippata dai traditori, agli italiani infoibati e agli assassini divenuti eroi, e con l'altro guardavamo al futuro, che sarebbe stato radioso semplicemente applicando la legislazione sociale della Repubblica di Salò, normativa alternativa contemporaneamente al capitalismo, al liberalismo e al marxismo, che ancora oggi sono convinto offra intuizioni valide.
Sì, è vero, in nome di questi ideali ce le siamo date di santa ragione ma posso assicurare che se alcuni vertici dell'estrema sinistra e dell'estrema destra erano manovrati da burattinai "istituzionali", noi della base di destra non immaginavamo neppure lontanamente tutto ciò e rimanevamo agghiacciati (e ancor più esacerbati) dalle stragi "di destra" e dagli assassini di sinistra (Ramelli, i fratelli Mattei, sono solo alcuni esempi di un tempo in cui sui muri e su certi giornali si leggeva "uccidere un fascista non è reato").
Con questo intendo dire che, anche senza saperlo, "I care", me ne importa, era il motivo che accomunava i giovani di destra e di sinistra ed eravamo davvero convinti che la nostra azione sarebbe riuscita a cambiare la società.
Nel famoso "68", pur stando dall'altra parte (perchè non riuscivo ad accettare che comunque si sprangassero i professori e si distruggessero prima le università e poi le scuole superiori in nome di "non sappiamo cosa vogliamo, ma lo vogliamo tutto e subito!") sono stato contento anch'io che si propugnasse "l'immaginazione al potere!" e che si insorgesse contro i baronati universitari.
Ma, a parte un vento di rinnovamento che continuò ad aleggiare ancora per parecchi anni, il risultato fu, se possibile, peggiore del male, infatti fu allora che le università e le scuole superiori italiane iniziarono quel declino che non si è arrestato neppure oggi.
Furono tanti quelli che diventarono architetti a Torino discutendo una tesi su Carlo Marx e con una sfilza di "18 politici" ottenuti collettivamente (!) con l'esame di un solo studente che valeva per tutti!
Oggi non solo i baronati universitari sono più potenti che mai, ma il livello di ignoranza è palpabile in ogni settore, con rare eccezioni, ovviamente. Non solo, ma "la casta" si è fatta più arrogante, più impunita ed è raro trovare tra i giovani chi abbia animo e voglia di contrastarla, mentre sovrabbondano quelli che vogliono piuttosto riceverne privilegi.
Chi aveva fatto rinascere qualche speranza creando un partito nuovo che avrebbe dovuto essere formato da non professionisti della politica, ha finito col raccattare vecchi arnesi democristiani e socialisti, mentre l'ultimo nuovo partito, il Partito Democratico, finge di scegliere il suo segretario con elezioni farsesche e somiglia tanto alla vecchia DC ...! Bella alternativa davvero!
Cambiare casacca e bandiera è ormai considerato "normale" perchè, si dice, "le ideologie sono cadute". Ma sono davvero cadute ?
Io credo invece che sia divenuta egemone l'ideologia dell'egoismo, della volgarità, del "buonismo" e, male dei mali, di un malinteso, distorto e nefasto uso della democrazia, in nome della quale ogni campanile intralcia e arresta qualsiasi (rara) decisione di cambiamento venga dallo Stato.
Cosicchè i giovani di oggi (non tutti, per fortuna! Ma tanti comunque...) anzichè lottare per "cambiare il mondo" scendono in campo CONTRO il cambiamento : contro la Moratti che voleva cambiare la scuola e contro Fioroni che sta cercando di porre un minimo rimedio agli sfasci sia della Moratti che dei suoi predecessori; contro la TAV, rischiando di restare tagliati fuori dall'Europa e con una rete ferroviaria interna ancora meno veloce di soli 10 anni fa; contro le trivellazioni in Valle di Noto, come se noi non avessimo bisogno di petrolio e come se volessero mettere i pozzi dentro il duomo; contro gli inceneritori e contro le discariche come se non stessimo affogando nella spazzatura e non stessimo sperperando miliardi per pagare chi, all'estero, ce la ricicla...
Il risultato è un Paese in declino, una barca che affonda mentre l'equipaggio litiga e se ne frega, un lento ma inarrestabile tramonto dinanzi alla sempre più sfolgorante alba cinese e indiana ...
Ma allora, sono meglio questi giovani di oggi, disoccupati o sfruttati, rassegnatamente costretti a fare i "bamboccioni" o eravamo meglio noi che ci sprangavamo in nome di un mondo migliore ?
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Un Paese che va in fumo |
13 giugno 2007 |
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Da decenni ho sempre sostenuto che il nostro Paese va alla malora perchè i nostri governanti (destra, sinistra, centro, ... non cambia niente, purtroppo!) impiegano il 90 % del loro tempo per cercare o mantenere equilibri di potere, beghe di partito e simili e solo il restante 10 % per governare davvero l'Italia.
Mi devo correggere: non il 90 % ma oltre il 95 % viene dedicato a restare in sella e forse nemmeno il 5 % per legiferare, decidere, scegliere per il bene comune.
E in questo preciso momento forse il tempo per le tresche sfiora il 100 %, se l'attuale governo non solo si dimostra incapace di attuare la "lenzuolata di liberalizzazioni" annunciata a suon di tromba (rimangiata la liberalizzazione dei taxisti, quella dei notai, la cancellazione del P.R.A., e ... così via...!), non solo non ha raggiunto l'accordo per modificare la legge Maroni sulle pensioni e per dare il via definitivo alla TAV, ma non è neppure capace di defenestrare il comandante della Guardia di Finanza Gentile, visto che la Corte dei Conti ha eccepito circa la regolarità burocratico-legale della nomina del suo successore ...!
E l'opposizione che fa ? Poichè gli italiani, esasperati da questo stato di cose, hanno in massa suffragato i suoi candidati alle amministrazioni locali, non trova niente di meglio che andare a piangere sulle ginocchia del Presidente della Repubblica, sostenendo che questo governo è ormai sfiduciato dagli italiani e che quindi o si va alle urne o si fa un governo "tecnico" che comunque alle urne porti ...
E nel frattempo il Paese va in malora: i ricchi sempre più ricchi e sempre più evasori, i poveri sempre più poveri, indebitati e a rischio di criminalità, il ceto medio sempre più strozzato dalle tasse e vicino alla soglia di povertà ...
Ma quello che mi fa più rabbia è che, se pure si votasse domani e l'attuale opposizione riconquistasse il governo, sono ahimè certo che comunque il muro del 95 % di cui parlavo all'inizio non verrebbe abbattuto, visto che quando l'attuale opposizione è stata al governo (e per 5 anni), pur essendo molto meno litigiosa dell'attuale, non ha nè attuato liberalizzazioni, nè attuato il principio del legittimo conflitto tra contribuenti (la parcella che io pago a te, me la metto in detrazione), nè sorvegliato la speculazione sull'euro-lira, nè snellito la pubblica amministrazione ma ha regalato miliardi alla chiesa cattolica (non rivedendo l'8 per mille, regolarizzando 15.000 insegnanti di religione e togliendo l'ICI su tutte le proprietà ecchesiastiche...), costretto ad andare a fare l'inseminazione all'estero e non disincentivato la "fuga di cervelli" all'estero ...
E allora è tutto un passare dalla padella della sinistra alla brace della destra, con un centro che versa benzina sotto entrambe e ... gli italiani che schiumano di rabbia arrostendosi. Arrostendoci. Bruciandoci.
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2 giugno 2007 |
2 giugno 2007 |
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Da molti anni non mi capitava di assistere, alla televisione, alla parata in occasione della festa della Repubblica, il 2 giugno, ma anche stavolta non ho saputo (e voluto) resistere alla commozione che mi prende ogni volta, guardando quelle migliaia di soldati di tutte le armi che sfilano seri e impettiti, al ritmo cadenzato di tante bande, seguendo il tricolore.
Perchè in modo assolutamente involontario ed automatico, mentre altri avranno da ridacchiare sullo "sguardo marziale", sui pennacchi e sulle corsette dei bersaglieri, io invece non posso fare a meno di pensare ai milioni di ragazzi come quelli che in quasi 200 anni di "Stato Italiano" sono morti o sono rimasti dilaniati in una delle tante guerre grazie alle quali l'Italia è quella che è oggi, e a quanti tra questi ragazzi e ragazze che sto vedendo sfilare, rischiano di fare la stessa fine in uno dei tanti scenari in cui ancora oggi il mio Paese è impegnato in armi nel mondo, o nell'azione di contrasto alla criminalità all'interno dei nostri confini
Così come non posso fare a meno di indignarmi nel ricordare i miei 15 mesi di leva, durante i quali io, allora convintamente di destra, dovetti rendermi conto che sicuramente meglio sarebbe stato per l'Italia arrendersi subito, se vi fosse stata una guerra, piuttosto che fingere di combattere con quell'esercito del quale toccavo con mano la pressocchè assoluta inefficienza.
Non dimenticherò mai (erano gli anni sessanta) le nostre radio residuati bellici (io ero radiotelegrafista) alcune delle quali funzionavano per scommessa, mentre altre non funzionavano affatto. E non dimenticherò mai l'alluvione di Genova dopo la quale mentre i miei commilitoni spalavano fango dalle cantine con delle minuscole vanghette pieghevoli (quelle avevamo !), io giravo in jeep per la città, impolverata e dolente, con a bordo una radio residuato bellico (quella avevamo) visibilissima grazie ad una enorme antenna per cui la gente ci fermava per chiederci informazioni o per chiederci di comunicare richieste di aiuto ed io non sapevo più che scusa inventarmi per non dire che la radio era rotta e che era tutta una farsa ! Come erano tutta una farsa le cosiddette "ispezioni" in caserma, durante le quali qualche alto papavero militare veniva a passarci in rassegna nel cortile interno (ma mai che chiedesse qualcosa a noi soldatini, mai che visitasse le nostre schifose latrine ... o assaggiasse il nostro rancio di pessima qualità ! ) recitando la parte di chi osserva con scrupolo ciascuno di noi e ciascuno dei molti mezzi schierati e tirati a lucido, senza accorgersi mai che alcuni di quei mezzi li avevamo allineati lì trascinandoli a braccia perchè guasti da anni ! Come mai nessuno eccepiva qualcosa allorchè facevo notare che le batterie a secco per le radio da campo erano assolutamente scariche nonostante la data di fabbricazione fosse recentissima o, incredibile! addirittura posticipata rispetto alla data reale ! O nessuno sapesse spiegarmi come mai non solo continuavamo ad avere in dotazione i "moschetti 91-38" (così chiamati proprio perchè, inventati nel 1891, erano stati "modernizzati" nel 1938), ma molti di essi erano non residuati, ma nuovi di fabbrica !
E allora la mia commozione ha lasciato posto al disgusto, guardando applaudire quella faccia di bronzo di Bertinotti, lui che aveva sostenuto il "disarmo unilaterale" dell'Italia, lui che ha continuato a fare professione di antimilitarismo anche dopo essere divenuto la terza carica dello Stato, adesso in tribuna d'onore, accanto al compagno Napolitano, oggi presidente della repubblica che, almeno lui, ha assunto, e non solo da ora, un atteggiamento di sincero revisionismo rispetto al suo passato di komunista-antimilitarista-filosovietico.
Mentre nessun revisionismo è mai passato per la mente dell'altro "compagno di merende" sul palco presidenziale, l'attuale premier Prodi, che appena 3 giorni fa ha repentinamente rimosso il comandante della Guardia di Finanza Speciale (reo di aver resistito alle reiterate pressioni dal viceministro Visco per trasferire gli ufficiali che stavano indagando sulla scalata a BNL dell'Unipol), epigono di quella razza democristiana al potere quando io ho fatto il militare, quando fu inventato l' "arco costituzionale" e "uccidere un fascista non è reato" , mentre lui svendeva allegramente sottocosto la Cirio ...
Eccoli tutti lì, senza pudore, a far finta di credere in ciò in cui io ho da sempre creduto e continuo a credere.
E così la mia commozione, spontaneamente com'era apparsa, si dileguò.
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Fondamentalismo cattolico |
24 dicembre 2006 |
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Ancora una volta, per la fortuna di chi voglia lucidamente e non preconcettamente valutare le azioni degli uomini, la chiesa cattolica romana, ufficialmente e chiaramente, ha gettato la maschera svelandosi, ancora una volta ripeto, in tutta la sua alterigia, arroganza e fondamentalismo disumano, negando i funerali religiosi a Piergiorgio Welby.
Da decenni ormai la chiesa cattolica ha consentito i funerali ai suicidi dichiarati, da parecchio tempo concede il funerale religioso agli assassini più efferati, ma ha voluto negarlo a Piergiorglio Welby che non era nè un suicida nè un delinquente, ma solo un uomo che, dopo 40 anni di sofferenze sopportate stoicamente, nel rispetto delle leggi vigenti (per chi ha intelligenza, umanità e coraggio per saperle leggere!) ha ritenuto che 7 anni (non un giorno !) di respirazione assistita in una malattia assolutamente progressiva e terminale fossero sufficienti per lasciare semplicemente che la natura facesse il suo corso.
Anche se, per farlo, ha scelto di non aggiungere alla sua sofferenza (e a quella dei suoi cari) anche l'ultima, quella del dolore e della disperazione di chi, per effetto della sua malattia, debba spirare sentendosi dolorosamente soffocare.
Per questo, e solo per questo, in un'ultima affermazione di umanità e di libertà, ha chiesto che l'unico medico italiano che ha avuto il coraggio di farlo, lo sedasse affinchè l'inevitabile morte arrivasse dolcemente.
Grazie Piergiorgio.
Grazie per le migliaia di Welby sconosciuti che vengono costretti a morire con una smorfia di dolore dopo un accanimento terapeutico che è tutt'ora quasi la norma in questo Paese di ipocriti.
Grazie Dottor Riccio per aver avuto il coraggio di fare pubblicamente quello che, per nostra fortuna, pochi altri medici nascostamente fanno.
Grazie amici della Luca Coscioni e radicali che ancora una volta avete saputo stare vicino a chi non ha altra voce e a chi non ha potere per richiedere nient'altro che i propri diritti naturali.
Anche senza usare quella frase "...lasciatemi andare alla casa del Padre" che consentì proprio al penultimo Papa di interrompere quelle terapie che gli avrebbero consentito di vivere ancora qualche altro giorno. E nessuno allora si scandalizzò. Nessuno invocò la legge. Nessuno eccepì.
Cattolici in buona fede, riflettete e disubbidite ad una gerarchia ecclesiastica abituata a chiedere scusa dopo secoli e a tradire, giorno per giorno, gli insegnamenti di quell'uomo, detto il Cristo, che non a caso inventò l'espressione "sepolcri imbiancati".
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Vincono i NO al referendum costituzionale |
26 giugno 2006 |
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E così abbiamo buttato il bambino insieme all'acqua sporca!
Colpa di chi non ha saputo vedere il bambino o di chi lo ha messo in tanta acqua sporca da non lasciarlo distinguere bene?
Io ritengo che oltre ad essere colpa di entrambi, oltre ad essere colpa di un Paese che sceglie non per libero convincimento e sulla base di circostanziate informazioni ma solo per appartenenza, infischiandosene se si da anche la zappa sui piedi, è anche colpa di un sistema democratico che lascia prevalere esclusivamente il numero senza fare alcuna selezione di qualità.
E' così dappertutto: negli appalti prevale quello col ribasso maggiore, non quello più sicuro, affidabile, evoluto, e se poi il tetto della chiesa o il viadotto crolla ... si dirà una prgehiera in più...; in politica il voto di due ubriachi prevale su quello di un unico sobrio!
La sinistra che ha gridato allo scandalo (evidentemente con successo) perchè la riforma costituzionale testè bocciata aumentava i poteri del Premier senza "controbilanciarli" con quelli del Presidente e quelli del Parlamento, perchè non propone di controbilanciare l'assurdità testè detta (due ubriachi valgono più di un savio) almeno con quel correttivo che esiste negli Stati Uniti, dove il diritto al voto non viene riconosciuto "a TUTTI" (=ignoranti e colti, cani e porci) ma solo a chi si iscrive per tempo in apposite liste, ed è sul numero di quelle liste (cioè di chi ha almeno manifestato interesse a voler votare) che si stabilisce il quorum necessario alla vittoria.
Che la sinistra non abbia interesse a mutare questa situazione è comprensibile, incomprensibile è che non lo proponga neppure la destra, salvo poi stracciarsi le vesti quando perde per un soffio le elezioni.
E a proposito di destra (centrodestra) faccio notare che la presenza di NO è stata molto alta non soltanto, genericamente, al sud, ma anche nella mia Sicilia dove si è riconfermato ampiamente il centrodestra e dove quasi nessuna campagna è stata fatta in appoggio al SI. Ho ricevuto solo una lettera da Forza Italia e poi ... solo gli spot nazionali sulla Fininvest, tanto per dimostrare a quei gonzi che continuano a crederlo e a volerlo far credere che possedere televisioni NON influenza più di tanto il voto in Italia.
E perchè al Sud il centro destra non si è impegnato davvero contro il NO ?
Perchè in fondo fa comodo a tutti, anche ai politicanti di centrodestra che continui l'andazzo attuale, dove il "Premier" è ricattato dai partiti, il Presidente della Repubblica asseconda il più tracotante di turno in cambio di un trattamento da monarca (stiamo aspettando da 60 anni di conoscere il costo dettagliato del Quirinale...), i presidenti delle regioni improvvide (Sicilia, Campania, ecc.) palleggiano la responsabilità con lo Stato centrale (tanto chi si deve far curare seriamente emigra nelle regioni dove la sanità funziona!) e ... tanto peggio tanto meglio!
Peccato che noi non stiamo seduti in platea in questo teatrino, ma stiamo, volenti o nolenti, consapevoli o non, sul palcoscenico, e questo palcoscenico sta per crollare.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di provincia ma ...!
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Più stupidi di così ! |
24 agosto 2004 |
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In questi giorni il prezzo del greggio ha raggiunto i 50 dollari al barile e, poiché non si tratta di un picco improvviso ma di un trend che dura da oltre 2 mesi, credo che il prossimo anno dovremo stringere la cinghia più di quanto sia umano. Molti non riflettono che il prezzo del petrolio così alto non significherà solo un maggior costo di benzina ed autotrasporto in genere, ma una levitazione di tutti i prezzi indistintamente, particolarmente in un paese come il nostro dove non solo la stragande maggioranza delle merci si sposta su gomma, ma produciamo energia bruciando combustibili derivanti dal petrolio e, soprattutto, dove si continua a disprezzare una risorsa gratuita e da noi diffusissima che é l'energia solare. Ci sono paesi del Nord Europa, con un irraggiamento irrisorio rispetto al nostro, dove l'energia ricavata dal sole é dieci volte superiore a quella che si produce in Italia.
E i nostri politici che fanno? Discettano se, come e quando "modulare" le accise sulla benzina o riproporre la scelta nucleare già rigettata da questo paese. Nessuno si preoccupa di chi il prossimo inverno vivrà malissimo o non sopravviverà perché non potrà permettersi di aumentare le spese per il riscaldamento (il nostro gasolio da riscaldamento é il più caro d' Europa!) e, soprattutto, nessuno -né nella maggioranza, né nell'opposizione- pensa a gettare le basi (seppur sia già troppo tardi !) per affrancarci dalla dipendenza dal petrolio non solo per sottrarci ai capricci del mercato, ma per trovarci pronti a vendere agli altri il nostro know-how sulle energie alternative allorché si realizzerà il sogno di Bin Laden: il petrolio a 150 dollari al barile.
Perché ci arriveremo. E non sto pensando ad un "banale" attentato al porto di Ras Tanura (4,5 milioni di barili al giorno) o al "semplice" dirottamento di un aereo su Abqaiq, la più grande raffineria del mondo (7 milioni di barili al giorno) o al perdurare dell'impossibilità di commercializzare il petrolio iracheno, ma al pacifico ma inarrestabile sviluppo industriale cinese o di altri Paesi Emergenti che fanno levitare la domanda di energia e, dulcis in fundo, all'instabilità politica dell'Arabia Saudita con un sovrano praticamente in coma, un reggente ultraottuagenario cardiopatico e una pletora di possibili pretendenti al trono, tra i quali liberali e filooccidentali ma anche estremisti islamici e amici di Bin Laden.
Questo é lo scenario nel quale noi ci permettiamo di "tirare a campare" anziché mettere in atto quanto da me (e non solo da me) proposto (clicca sui link qui accanto).
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Abusi su prigionieri iracheni |
13 maggio 2004 |
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Nei giorni scorsi sono state diffuse le immagini mostranti soldati americani che torturano ed umiliano oltre ogni limite prigionieri iracheni. L'indignazione é unanime, soprattutto perché quelle immagini non sono state scattate nei lager di Hitler o di Krusciof, o di Breznev, o di Mao, o di Pol-Pot, o di Fidel Castro, ma nelle prigioni di un Iraq "liberato dal tiranno Saddam Hussein", dove tale trattamento era la regola mentre lui e i suoi figli spadroneggiavano, ma che adesso venivano gestite dai "liberatori".
Non riconosco questi aguzzini; nella civiltà a cui appartengo ci assicuriamo che anche gli animali che alleviamo per il macello abbiano condizioni di vita "dignitose" e che sia loro evitato ogni dolore durante la macellazione (a differenza della civiltà ebraica e musulmana che li fa morire per lento dissanguamento, o di molti popoli orientali che li spellano vivi ...).
La tortura é stata ufficialmente "abolita" con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 ma, anche se tale principio è stato ulteriormente ribadito in altre successive convenzioni, oggi esistono (dati forniti da Amnesty International) oltre 150 stati che la continuano a praticare sistematicamente, in almeno 80 dei quali essa ha avuto come conseguenza la morte.
Poiché io detesto le sublimi affermazioni di principio che, proprio perché sublimi finiscono, già nel momento stesso in cui vengono pronunciate, contraddette dalla molto più concreta realtà quotidiana, in attesa di divenire tutti degli angeli, tutti buoni, tutti generosi, tutti onesti, ritengo che anziché affermazioni sublimi, vadano fatte affermazioni realistiche, possibili.
Personalmente ritengo che sia possibile, e quindi doveroso, non ricorrere alla tortura mai, come sancito nel 1948, sia in pace che in guerra. Ma non in presenza di guerriglia e terrorismo.
So di confliggere con la "morale corrente", e già in fondo a questa pagina mi sono autodefinito un "selvaggio", ma credo vi sia un solo caso in cui possa essere legittimata la tortura (che è comunque cosa diversa dall'umiliazione !): in una situazione di guerriglia o terrorismo, particolarmente se sia il solo sistema per ottenere informazioni utili a salvare dal nemico altre vite umane.
Al nemico che si batte con coraggio vanno riservati quelli che una volta si definivano "onori militari", altro che torture ! Perché si é battuto per onorare la sua bandiera e la sua divisa.
Il guerrigliero, con il quale posso anche arrivare a simpatizzare se sta continuando a battersi contro un avversario soverchiante e non per interessi personali, di casta o confessionali, non può aver diritto allo stesso trattamento perché, anche nel caso in cui le sue azioni avessero esclusivamente obiettivi militari, avverrebbero al di fuori di un contesto di guerra. E' come un giocatore di calcio che fa gol nell'intervallo tra primo e secondo tempo o dopo il termine della partita.
A maggior ragione il terrorista che se la prende con i civili: é solo un vigliacco, anche se lottasse per il più nobile degli ideali.
Le torture inflitte a quei poveri cristi in Iraq da inglesi ed americani quindi, anche per me che sono "un selvaggio", non avrebbero dovuto aver luogo, se é vero che erano persone qualsiasi, prese in retate generiche, e quasi tutte innocenti.
Ma se fossero stati dei terroristi, quelli che stanno impedendo la pacificazione, che fanno il tiro al bersaglio su soldati che non sono più impegnati in operazioni di guerra, che fanno stragi di civili, allora la tortura, non come "punizione" ma come mezzo per estorcere loro informazioni per impedire nuovi massacri, per me avrebbe avuto giustificazione.
Anche in tal caso però, ed anche per me "selvaggio", l'abuso sessuale e la gogna mediatica documentata da foto e filmati non possono avere nessuna giustificazione e fanno il paio con gli abusi sessuali, le gogne vere e le graticole della santa inquisizione, un orrore che credevamo, qui in occidente, di aver definitivamente chiuso negli armadi della storia.
Invece la barbarie, che evidentemente resta latente anche in noi occidentali, continua a riaffiorare nella sprangatura del barbone, nello sfruttamento (di prostitute o di dipendenti, non ha importanza), nella pedofilia, nella violenza urbana, nell'insensibilità delle burocrazie, nel "nonnismo" delle caserme ...
Noi occidentali però i violenti, i magnaccia, i pedofili quando possiamo li giudichiamo e li imprigioniamo; in molti paesi islamici (non in tutti, per fortuna !) invece si autodefiniscono eroi ed ostentano la loro felicità nel mozzare la testa a degli innocenti o ad infierire persino sui resti di coloro che considerano loro nemici.
E questa é la linea di demarcazione tra la nostra civiltà e la loro barbarie.
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Fabrizio Quattrocchi,
morto da eroe per mano di barbari, in nome di Allah
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Bugie dell'opposizione e fatti del governo |
9 luglio 2003 |
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Ho trascorso tutta la mia vita politicamente schierato all' «opposizione», schifato prima dai governi democristiani poi da quelli del cosiddetto "centrosinistra" e da quelli che, addirittura, non sapendo più come chiamarli, furono definiti "balneari" poiché duravano talora anche neppure un mese ...
La "discesa in campo" (espressione elegante per non dire "discesa nel cortile"...) di Silvio Berlusconi mi ha fatto ben sperare: avevo cominciato a stimarlo all'epoca della sua lotta per la liberalizzazione dell'etere e avevo ammirato la sua geniale idea dil far trasmettere centinaia di videocassette contemporaneamente e in sincrono da parte delle emittenti locali dell'epoca, in modo da dare allo spettatore la sensazione della "diretta nazionale" allora impedita, e con pervicace arroganza, non solo dai ministri democristiani, ma anche dai giudici che trovavano più comodo e proficuo assecondare il potere, piuttosto che rileggersi bene la Costituzione laddove sancisce la piena libertà d'espressione con ogni mezzo ...
Mi ha deluso una prima volta con la scelta dei ministri del suo primo governo e con quel suo "imbarcare democristiani" a tutto spiano che credo abbia finito con lo snaturare ciò che ritenevo dovesse essere Forza Italia, cioé un partito nuovo con gente non professionista della politica, o comunque con gente che sino ad allora non aveva avuto responsabilità di potere ...
Mi sta continuando a deludere con alcuni degli attuali ministri e soprattutto con quel suo, talora obbligato, ma non meno ributtante, compromesso continuo con chiunque in qualunque modo, all'interno o all'esterno della maggioranza, si opponga alla necessità di cambiamento del modo "politichese" di NON affrontare i problemi, di dilazionarli, di non chiamarli col loro vero nome ...
Ma, ciò detto, continuo a stimare l'uomo e il politico Silvio Berlusconi e a ritenere l'attuale governo il «meno peggio» di tutti i precedenti e di qualunque altro possibile attualmente, anche perché l'alternativa é un'opposizione di centro-sinistra che, eccettuati i casi personali e sporadici di pochi uomini intellettualmente onesti, credo rappresenti quanto di peggio si possa immaginare.
Forse persino l'odio fratricida e antipatriottico dei periodi bui delle lotte guelfo-ghibelline appare meno riprovevole dinanzi all'atteggiamento di acrimonia pretestuosa e permanente, di odio anche personale oltre che ideologico e soprattutto di antitalianità dell'attuale cartello dell'opposizione, della sua longa manus costituita dal sindacato CGIL, e di tutto quell'arcipelago di "Girotondi", "Disubbidienti" e simili, con il quale malevolmente interagisce.
Ho ammirato, quasi con commozione, l'atteggiamento dell'opposizione degli U.S.A. che, allorché Bush prese la decisione di attaccare l'Iraq, nonostante fino a quel momento avesse chiaramente manifestato di non condividere assolutamente tale scelta, dichiarò di essere pienamente solidale con lui, "senza se e senza ma" ! Senza temere di perdere i voti di quei milioni di pacifisti, anche americani, che proprio in quel momento inscenavano una delle più globali manifestazioni contro tale guerra !
Tutto il contrario dell'opposizione italiana che non tralascia nessuna pur minima occasione non per attaccare (perché é il suo diritto) ma per denigrare l'attuale governo, il suo attuale capo e l'immagine del nostro Paese nel mondo.
Un'opera di denigrazione e di sfascio a tutto campo, senza eccezioni e ricorrendo sistematicamente alla menzogna ripetuta e amplificata sulla maggioranza dei media italiani, spesso imbeccata e aizzata anche a livello internazionale.
Invito chi non fosse d'accordo con queste mie affermazioni a cliccare qui per scaricare un elenco dei provvedimenti già varati dall'attuale governo Berlusconi in appena due anni di lavoro e ... nonostante questo tipo di opposizione interna e l'avversa congiuntura politico-economica internazionale. E' un documento in formato pdf compresso nel quale sono solo elencati i vari provvedimenti raggruppati in relazione ai corrispondenti impegni elettorali. Sono dati, non opinioni di parte, e dimostrano come le affermazioni apodittiche dell'opposizione che continua a ripetere (dopo soli due anni di legislatura) che "Berlusconi non ha mantenuto nessuno degli impegni elettorali" siano pura bugia e demagogia, che non danneggia purtroppo solo i bugiardi e demagoghi che le fanno (che riperderanno anche le prossime elezioni !) ma danneggia tutti gli italiani indistintamente.
Ho saputo di questo documento solo leggendo "Panorama", perché non ne ho trovato notizia su altri media, e per scaricarlo ho dovuto attendere i tempi biblici e i malfunzionamenti del sito di Forza Italia. Ciò per dimostrare quanto sia falsa l'affermazione, echeggiata anche all'estero, secondo cui "Berlusconi controlla tutti i media italiani", o la diceria secondo cui vivremmo in un "regime illiberale" dove "il problema dei problemi é il «conflitto d'interessi»" che ha consentito al governo di asservire e controllare tutti i mezzi di propaganda ...! Quando invece non sa o non riesce neppure pubblicizzare l'elenco di ciò che ha fatto !
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Uno dei manifesti della campagna elettorale di due anni fa |
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Ma quanto siamo buoni ! |
6 gennaio 2003 |
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L’AGGUATO Verso le otto di sabato sera, in una strada del quartiere di Secondigliano (alla periferia di Napoli), due minorenni di 13 e 17 anni tentano di rapinare un uomo del suo scooter. Uno dei due ragazzini è «armato» di una pistola giocattolo
LO SPARO
L’uomo è un agente di polizia in borghese e ha la pistola d’ordinanza: la estrae e spara una sola volta verso i due, che rimangono entrambi colpiti
LA TRAGEDIA
I due ragazzi fuggono a bordo del motorino sul quale viaggiavano, poi lo abbandonano e proseguono a piedi. Il più grande, ferito di striscio a una mano, riesce a raggiungere un ospedale dove viene prima curato e poi arrestato. Il più giovane, invece, si accascia e muore per la strada, vicino al raccordo autostradale che passa non lontano dal luogo della tentata rapina
L’INCHIESTA
Ieri l’agente di polizia che ha sparato è stato ascoltato dal pubblico ministero di Napoli Monica Campesi, che lo ha indagato per eccesso di legittima difesa .
Questa la sintesi che ha fatto il del 5 gennaio 2003
Il presidente della Repubblica ha poi espresso il suo dolore per la morte del ragazzino, ma non ha profferito una parola per l'agente, diciannovenne, che adesso é addirittura costretto a non tornare a casa sua, per timore di vendette da parte dei parenti o amici delle vittime.
Siamo al capolinea. Quando persino Ciampi, che peraltro stimo, probabilmente senza accorgersene, si rende interprete del "buonismo" ormai dilagante ed asfissiante, credo che sarebbe molto meglio farcene una ragione e togliere le armi a tutti: poliziotti, carabinieri, esercito, ...
In tal modo la scorta del presidente della Repubblica non rischierebbe di uccidere qualcuno che, per scherzo ( !), puntasse una pistola giocattolo contro Ciampi. E se poi il presidente o chiunque altro proprio volessero proteggersi dai malintenzionati, basterebbe rivolgersi alla camorra, alla mafia, alla sacra corona unita: c'é solo l'imbarazzo della scelta.
Queste organizzazioni, a differenza di polizia, carabinieri e simili, i cui stipendi gravano sul bilancio dello Stato, si autofinanziano o, al massimo, possono chiedere un "pizzo" di qualche centinaio di euro al mese ..., e poi sono efficienti e farebbero risparmiare persino sulle spese per i tribunali: non ve ne sarebbe più bisogno.
Certo, sorgerebbe il gravissimo problema di che fare con queste migliaia di poliziotti, carabinieri e soldati rimasti non solo disarmati ma anche disoccupati ! Di alcune centinaia (dei più bravi: quelli che hanno preso Riina e simili) non dovremmo preoccuparci perché verrebbero subito uccisi; alcune migliaia potrebbero poi essere assunti appunto dalla camorra, dalla mafia, ecc. (che da qualche parte devono pur reclutare la loro manovalanza, quindi é meglio che la reclutino tra personale già addestrato all'uso delle armi, vi pare ?), e gli irriducibili potrebbero, a scelta, farsi crocerossine, o frati, o assistenti sociali per consolare i parenti delle persone giustiziate, stavolta "in nome del popolo italiano", dalle organizzazioni di delinquenti, pardon, di nuovi tutori dell'ordine, precedentemente menzionate.
Fantascienza, provocazione ?
Fantascienza e provocazione é che quell'agente oggi sia davvero indagato e davvero impossibilitato a tornare a casa.
Fantascienza e provocazione é che questo non sia un caso isolato, ma l'assurda "normalità" per chiunque osi difendersi (l'agente, il tabaccaio, l'orefice, il proprietario della villetta, ...)
Signor-presidente-dei-buonisti, anche a me dispiace che un ragazzo sia morto, perché se non trovava di meglio che fare il rapinatore doveva essere un povero disgraziato, ma non dimentichiamo che era stato lui a dire "Spara! Spara!" all'amico che teneva la pistola giocattolo in mano !
Se non in una situazione come questa, vuole dirmi, signor-presidente-del-consiglio-superiore-della-magistratura-Ciampi, quand'é che si può parlare di "legittima difesa" ?
E se continuiamo ad indagare ogni carabiniere o poliziotto che usa le armi per difendere se stesso o gli altri, per quanto tempo ancora essi troveranno il coraggio per farlo, rischiando la propria vita, perché -non dimentichiamolo- é questo che fanno ?
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Pena di morte ? Sì, e poi buttarli nell'immondizia |
14 ottobre 2002 |
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Questa la sintesi di ciò che, a oggi, appare essere avvenuto in quel di Brescia, sabato 28 settembre 2002: Desirée Piovanelli, 14 anni, pare sia stata attirata in un casolare da 3 compagni e amici che le avrebbero detto: «Vieni nella cascina, ci sono tre gatti abbandonati» e lì sarebbe stata stuprata e accoltelata con una efferatezza che ha colpito gli stessi carabinieri. L'altro ieri é staot arrestato un 36enne vicino di casa che i ragazzi accusano di aver partecipato o di essere stato l'autore principale -non si comprende ancora bene- di questa efferatezza nei confronti di una ragazzina che si sarebbe difesa strenuamente, senza per questo arrestare l'impeto orrendo della combriccola.
Crimini come questo lasciano atterriti, disorientati. E per fortuna che lo siamo ancora!
Non lo erano invece questi tre mocciosi e questo gaglioffo: vigliacchi ! Che hanno tentato per giorni di recitare la parte di chi non sapeva nulla e che purtroppo ormai non sono più rare eccezioni, ma gli ennesimi protagonisti di una cronaca che sempre più spesso narra di "fidanzatini" che sgozzano la "fidanzatina" riluttante, di giovani bruti che massacrano antiestetici ma inoffensivi barboni: storie di "ordinaria" violenza, spesso con l'aggravante di rivolgersi a vittime non solo indifese, ma assolutamente fiduciose nei loro carnefici.
Giovani che "dopo" se ne vanno tranquillamente al bar, a passeggio, con gli amici, come se non avessero una coscienza, come se avessero ucciso una mosca, una formica.
E noi "società civile", Stato, scuola, genitori, che facciamo? Sino ad ora abbiamo solo confuso, mistificato i ruoli.
Io credo infatti che sia umano e comprensibile, se non auspicabile, che i genitori di un figlio che si sia macchiato di un crimine come questo non possano ripudiarlo, ma non debbano fargli mancare il loro amore, pur esecrandone l'atto.
Come pure la Chiesa (qualsiasi essa sia): svolge la sua "missione" nell'accogliere i reprobi e nel tentare di "convertirli" al pentimento.
Ma scuola e Stato non devono avere l'amore dei genitori o la charitas della Chiesa, ma l'impegno all'educazione e al miglioramento degli individui e della società (la scuola) e alla difesa degli inermi e alla punizione dei delinquenti (lo Stato).
Un ladro, un truffatore, un estortore, si possono (dopo averli puniti) "rieducare", recuperare, reinserire nella società. Ma chi ha tolto la vita non potrà mai più restituirla. Ed io credo che allorché si abbia l'assoluta e totale certezza della loro colpa, ed escludendo gli omicidi colposi, gli assassini non possano pagare altrimenti che con la loro stessa vita.
E non perché la pena di morte possa servire come deterrente a simili crimini (anche se io credo che, seppure in minima parte, comunque serva anche a questo), ma semplicemente perché questi individui sono indegni di continuare a vivere. Neppure nel più fetido Gulag.
Sono indegni di essere considerati uomini, sono feccia di cui la società deve liberarsi.
Ecco perché Caino per me non solo va ucciso, ma non é degno neanche di una sepoltura: va buttato tra i rifiuti.
Questa é inciviltà? Bene: continuiamo allora ad allevare, blandire, commiserare e coccolare questi mostri.
Perché di questo si tratta.
Cerchiamo, una volta tanto, di NON essere ipocriti: certamente nessuna persona di buon senso consapevolmente alleverebbe un mostro come questi, ma é cio che facciamo allorché accettiamo, ormai senza più limite, l'esercizio dell'inciviltà, della maleducazione, della violenza nelle scuole, nelle case, nella società.
E' quello il germe: chi a scuola offende i suoi insegnanti e i suoi compagni e viene lasciato fare "perché si deve comprendere, si deve accogliere, si deve recuperare" senza porre, di fatto, alcun limite; chi a casa non viene educato (perché i genitori spesso son assenti, distratti, incapaci o superficiali); chi nella società viene tollerato (dal comportamento bullesco, alle sarabande senza casko in ciclomotore, alle vetrine sfasciate nelle dimostrazioni ...) per un malinteso senso di "libertà", non ci dobbiamo stupire se il più delle volte finisce col delinquere o, talvolta, col togliere la vita a persone inermi.
Allora più che alle pene (che comunque devono essere severissime e irrevocabili in questi casi) sarebbe opportuno che noi genitori, insegnanti, cittadini, cambiassimo atteggiamento e passassimo da un malinteso, mieloso e irresponsabile "mammismo" a "tolleranza zero" nei confronti di chi non rispetta gli altri. Erika, l'altra ragazzina ligure che insieme al suo fidanzatino massacrò qualche anno fa la madre e il fratellino aveva scritto : "Uccidiamoli, tanto siamo piccoli e non possono farci niente".
Se questa é civiltà, ve la regalo. Io sono un selvaggio.
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Desirée Piovanelli |
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Morto il manager che voleva l'eutanasia |
17.9. 2002 |
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ROMA - Ha vissuto come ha voluto, voleva scegliere come morire. Non c’è stato tempo. La malattia ha fatto da sé. Una crisi respiratoria l’altra notte. Si chiamava Enzo Buongiorno, era romano, faceva il manager, aveva 77 anni. Gli ultimi due li ha passati con la sclerosi laterale amiotrofica: male incurabile, degenerativo, che colpisce i motoneuroni 2. Piano piano paralizza i muscoli. Mani, braccia, gambe, collo. Fino ai polmoni, fino al cuore. Nessuna speranza. Soltanto un lento spegnersi, immobilizzato su una carrozzina, con una cannula nella gola e un tubo nello stomaco. Perfettamente lucido. Non la voleva una morte così. Enzo Buongiorno se n’era scelta un’altra, quella dolce. Suicidio assistito. Fuori dall’Italia perché qui non è permesso. «Voglio morire da vivo» disse quel giorno, ed era il 23 luglio scorso, all’ospedale Fatebenefratelli. C’era un dibattito sull’eutanasia, l’aveva preparato e finanziato lui con il Tribunale del Malato. Organizzare convegni scientifici era il suo mestiere, dopo quello di medico chirurgo. «Non diventerò un vegetale, non mi ridurrò a qualcosa di meccanico, vivrò finchè questa parola avrà un senso. Devo già essere accudito, sollevato, lavato, accompagnato in bagno. Se voglio guardare la tv qualcuno deve premere il tasto sul telecomando. Ho bisogno di aiuto anche per grattarmi il naso. Basta, sono stanco. Tutto è pronto, ho comprato già il biglietto, solo andata, senza ritorno».
Non è mai partito. Alla fine è morto nel suo letto, nella sua casa ai Parioli. Non si è ucciso, tecnicamente. Però non ha più fatto nulla per sopravvivere. Niente respiratore, niente flebo. Non ha deciso il momento né il modo, ma a tutto il resto ha provveduto lui. Anche al necrologio, il primo che apriva il lungo elenco sui giornali di ieri. Se lo è composto da solo. Si è messo alla scrivania e l’ha dettato alla segretaria Fabiana una settimana fa, data in bianco.
«Saluto quanti nella vita mi hanno dimostrato stima ed affetto che ho sempre ricambiato con animo sincero e gratitudine. Desidero che tutti abbiano il migliore ricordo della mia persona, rendendosi conto che la morte è un fatto naturale della vita. Un abbraccio affettuoso al mio grande amore, Angiola, ai figli Gianluca, Gioia e Marina. E a Stefano al quale, dopo la meditazione sugli errori commessi, auguro un trascorrere della vita sereno».
Enzo Buongiorno era stato un bell’uomo. Non ora che pesava 45 chili, prima. Bruno, magro. Gli piaceva lavorare, sopra ogni cosa. E passeggiare in montagna. E gli piacevano le donne. Si era sposato e aveva avuto due figli. Altro amore, altri due figli. Angiola era la sua ultima compagna, stavano insieme da 30 anni. Con il maggiore, Stefano, qualche incomprensione, non si sentivano più. Ma gli voleva bene. Gioia era la prediletta, la chiamava Principessa. «Papà ha seminato tanto amore, ora c’è un vuoto e non si riempirà mai più».
Li ha convocati tutti in ufficio, un giorno d’aprile. Comunicazioni urgenti. «Voglio morire quando mi sentirò pronto. Un giorno sparirò e non mi rivedrete, non vi dirò nulla». Hanno provato a convincerlo che non era giusto. Lui ha convinto loro. Al genero Paolo ha lasciato scritto come voleva essere vestito per il funerale. Jeans e camicia. Che voleva essere cremato. Così è stato. E che l’urna con le sue ceneri fosse portata nella villa di Montecarlo. Così sarà.
Il giorno prima di morire, il dottor Buongiorno si è fatto portare in ufficio. Ha detto addio ai suoi 200 dipendenti della Aim. Poche parole incomprensibili, qualcuno ha tradotto. Il dottore non riusciva più a parlare. Dieci minuti prima di chiudere la sua storia, ha fumato l’ultima sigaretta. Ne fumava quattro pacchetti. Tanto vale. C’era una persona accanto a lui che gliele accendeva e gliele portava alla bocca. Enzo Buongiorno poteva soltanto aspirare e buttare fuori il fumo. Poi più nemmeno quello.
Giovanna Cavalli - Trascrizione dal 
E' veramente triste, e mi fa profondamente rabbia, che dell' eutanasia in Italia si debba parlare solo in occasione di questi fatti eclatanti, e che l'eclatanza provenga dal "rango" sociale o culturale del morto di turno.
Tutti sappiamo di un amico, un parente, un conoscente dal nome ignoto ai più, violentato con torture inenarrabili dalla sorte, sì, ma anche dall' ipocrisia, dal "perbenismo" bigotto, dalla coerenza becera a principi in sé nobili, ma assolutamente ignobili se proclamati in astratto, senza tener conto dell'uomo.
Ho deliberatamente evitato di usare l'espressione "costretto a vivere" perché essere ridotto ad un vegetale o, peggio ancora, avere la piena lucidità di subire un male assolutamente inesorabile, senza scampo, invasivo, doloroso, che affligge non solo chi in prima persona lo patisce ma chiunque questa persona ami davvero, credetemi, non é vivere, quindi le attuali leggi non costringono a vivere ma costringono a subire un supplizio tanto atroce quanto disperato e senza ragione.
Se poi si é laici, o addirittura atei, o semplicemente agnostici, maggiormente non si comprende questa costrizione alla tortura, allorché ci viene negato di andarcene da questo mondo nel quale non abbiamo deciso di nascere.
Non voglio esaltare il suicidio (che é tutt'altra cosa e che pure io condivido se fatto come determinazione personale e non frutto di depressione, paura, viltà), ma voglio affermare il primato della ragione (sembra assurdo doverne riparlare, ad oltre tre secoli dall' Illuminismo ...!), primato che in Olanda é stato affermato in questo ambito da molti anni, e dove non pare proprio che sia sopravvenuta un'ecatombe di massa, ma si é affermato un principio di civiltà.
Lo stesso principio di civiltà che ci fa soccorrere chi soffre, che fa mobilitare centinaia di persone o spendere centinaia di milioni per salvare una sola vita, anziché lasciar fare alla natura o al caso che la vorrebbe morta.
Sì, proprio lo stesso principio: aiutare chi soffre a non soffrire, perché non viene applicato allorché l'unico rimedio ad una sofferenza senza fine é proprio la morte, decisa, scelta, invocata proprio dal diretto interessato?
In Olanda e in Danimarca ci sono già leggi che, pur con le massime garanzie e cautele, consentono di scegliere quando andarsene, se la malattia é incurabile e c'é la determinazione del paziente. In Svezia l'assistenza al suicidio é un "delitto non punibile". In Italia, nonostante le lotte dei Radicali, le dichiarazioni coraggiose di persone influenti (cito Montanelli, Veronesi, ... tanto per fare qualche esempio), continuiamo a seppellire il dolore e la libertà di pochi sotto una enorme melassa di ipocrite buone intenzioni e di inconfessabile viltà.
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Palestinese di 36 anni, vedova, madre di 7 figli uccisa: «collaborava» |
26 agosto 2002 |
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"A Tulkarem, in Cisgiordania, Ikhlas, palestinese, 36 anni, vedova con sette figli, è stata assassinata sabato dalle Brigate Al Aqsa perché «spia» al servizio degli israeliani. Il giorno prima quattro attivisti armati e mascherati hanno fatto irruzione nella baracca dove abitava la donna e hanno prelevato uno dei figli, Baker, 17 anni. Poi per oltre due ore lo hanno torturato e frustato con un cavo della corrente. Il ragazzo ha raccontato: «Volevano sapere tutto di lei» "
Trascrizione dal 
Ovviamente, solo un trafiletto su qualche giornale. Perché i "cattivi" sono gli Israeliani e i "buoni" restano sempre e comunque i terroristi al soldo dei signori della guerra palestinesi.
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"Autunno caldo!" |
15 agosto 2002 |
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Ormai é certo: il prossimo autunno sarà peggiore di quello a seguito del quale poi cadde il 1° governo Berlusconi. Il "popolo bue" sarà aizzato da Cofferati, Moretti, Rutelli, Angius, Bertinotti e ...compagni vari...! Qualcuno dirà:"Ma é il sacrosanto diritto dell'opposizione !" Certo. Ma il "diritto" si esercita nelle sedi istituzionali competenti, rispettando le regole, quindi in Parlamento, quindi presentando proposte alternative credibili e non fomentando le piazze.
Trovo assurdo che chi é stato al potere solo fino ad un anno fa ed é stato incapace persino di varare la sola riforma televisiva, cerchi di affossare o annacquare quelle riforme che l'Italia attende da mezzo secolo (giustizia, previdenza, fisco, ...) e che questo governo intende realizzare.
Trovo il colmo della cretinaggine che si possa scendere in piazza contro un governo che, per la prima volta, vuole ridurre le tasse (seppure con gradualità) ed aumentare l'occupazione.
Trovo scandaloso che si buchi la barca nella quale si sta tutti dentro, solo per avere il piacere di dimostrare che il timoniere non sa governarla.
Speranza: stavolta ci sono due fattori nuovi rispetto all'autunno caldo del 1994: moltissime persone di "sinistra", dopo ciò che ha fatto la sinistra al governo, ha smesso di lasciarsi incantare e quindi non si lascerà manovrare e, stavolta, al Quirinale abbiamo un galantuomo e non un piccolo ometto ricattabile, pavido e sofista. La barca non affonderà.
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Che faccia tosta ! |
giugno 2002 |
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Gli ineffabili Pezzotta e Angeletti (CISL e UIL) dichiarano di avere avuto "assicurazioni dal governo che la modifica dell'art. 18 non riguarderà chi é attualmente occupato" ..., ma il governo questo lo aveva chiarito fin dall'inizio, prima ancora dello sciopero generale; l'attuale "scoperta" dei due capipopolo tenta solo di giustificare la loro "rottura di fronte" con la CGIL ! Se lo avessero "capito" fin dall'inizio, non solo avrebbero risparmiato all'Italia lo sciopero generale, ma avrebbero accelerato quella riforma del lavoro che ridurrà il sommerso e creerà nuova occupazione!
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